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Il leggendario Dixie resta inarrivabile

Il 1° marzo 1980,  durante un pranzo che comprendeva alcune delle più grandi figure del calcio inglese tenutosi in un hotel nel centro di Liverpool, il leggendario manager del Liverpool FC, Bill Shankly, discuteva di football con i suoi colleghi seduti al tavolo e ad un certo punto disse: “senza dubbio è il più grande centravanti che il mondo abbia mai visto e che mai vedrà. Appartiene alla società suprema come Beethoven, Rembrandt e Shakespeare.” L’uomo a cui si stava riferendo Shankly era William Ralph “Dixie” Dean. Solo alcune ore più tardi il grande uomo moriva a Goodison Park, mentre guardava un derby del Merseyside fra il suo Everton e il Liverpool.

Questa stagione Lionel Messi ha attirato legittimamente l’attenzione dei media mondiali per i record costanemente battuti. Il 20 marzo, è diventato il miglior marcatore del Barcellona in partite ufficiali. L’11 aprile, ha confermato il suo stato diventando il segnatore più importante in una singola stagione spagnola e il 2 maggio i suoi 72 gol gli hanno permesso di guadagnare il titolo di più grande marcatore in una singola stagione europea. Eppure c’è un’annotazione da apporre, ossia che Dean nei soli match di campionato raggiunse nel 1927/28 quota 60 realizzazioni, mentre il fuoriclasse argentino si è fermato a quota 50.

Ciononostante il contrasto fra i due giocatori non può essere più rigido. Nel marzo 2010, la rivista France Football ha dichiarato Messi quale calciatore più ricco del mondo, con un reddito annuo stimato in 33 milioni di euro. Al top della sua carriera, Dean guadagnava appena 8 sterline per partita. Mentre Messi ha cominciato la sua carriera nel Newell’s Old Boys all’eta di otto anni per passare, qualche anno più tardi, nell’accademia del Barcellona dove ha potuto perfezionare la sua formazione di giocatore, Dean ha cominciato la sua attività di calciatore colpendo i topi mentre lavorava come apprendista installatore nelle ferrovie. Eppure i suoi metodi di addestramento rudimentali gli sono stati di grande aiuto. Dopo aver messo a segno 27 gol in 30 partite con il Tranmere Rovers, a 18 anni si è trasferito all’ Everton per 3,000 sterline.

Un anno dopo la firma per il Club di Liverpool la carriera professionale di Dean ha rischiato di interrompersi bruscamente: cranio fratturato, lesioni agli occhi e mascella rotta come conseguenza di un incidente in moto. Dopo due giorni di coma, il medico dell’Everton ha ritenuto che non potesse mai più giocare a calcio. Tuttavia, il suo recupero ha sorpreso tutti e ben presto è tornato a giocare a football e a guidare una motocicletta. Da quel momento è iniziata la parabola che lo porterà a segnare 349 volte in 399 partite con la maglia dell’Everton, oltre ai 16 gol in 18 presenze con la nazionale Inglese.

Lo zenit della carriera Dean lo raggiunge sabato 5 maggio 1928 durante il pareggio casalingo (3-3) con l’Arsenal. Avendo bisogno di una tripletta nell’ultima partita per superare il record di 59 centri appertente a George Camsell, Dean sin da subito si dà da fare e in 7 minuti segna due volte. Il record era eguagliato. Restavano 83 minuti per batterlo. Con l’Everton già matematicamente Campione d’Inghilterra l’unico scopo era quello di stabilire il nuovo primato, che venne raggiunto a 7 minuti dalla fine. La leggenda narra che nel momento in cui Dean realizzò il 60° gol tutti i gabbiani presenti al Pier Head di Liverpool (tre miglia di distanza)  volarono in cielo per il frastuono proveniente da Goodison Park.

Con l’avvento della radio, Dean fu indiscutibilmente la prima superstar del calcio inglese. Una statua di cera gli è stata dedicata a Madame Tussauds, così come un quadro alla National Gallery e il suo volto è comparso sui francobolli britannici. Le folle sono andate a vederlo giocare a golf nei tornei della celebrità. Tale era la stima di cui universalmente godeva che anche la stella del baseball americano, Babe Ruth, chiese una volta di incontrarlo prima di una partita a White Hart Lane.

Sir Matt Busby, ex leggendario manager del Manchester United che giocò contro Dean in una serie di occasioni, disse: “Chi, vedendolo giocare, non abbia potuto notarne la grandezza? Colpiva la palla con la sua testa dura ed accurata come la maggior parte dei giocatori la colpivano con i piedi. Le difese erano vicine a lasciarsi prendere dal panico quando c’era lui nelle vicinanze. Era uno sportivo accurato. Giocare contro di lui era una delizia e un incubo.”

Verso la conclusione della sua vita, a Dean fu spesso chiesto se qualcuno potessse un giorno battere il suo record. “Sì”, rispondeva. “Qualcuno realizzerà più di 60 gol. Ma vorrei che in quel momento il mio vecchio spirito fosse già passato a miglior vita”.

Lionel Messi ha quindi un obbiettivo definito per la stagione 2012/2013, a 85 anni di distanza dal notevole risultato di Dean. Solo allora lo spirito di Dixie avrà finalmente trovato un erede.

Fonte: fifa.com

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