Baines e Moyes, due grane per l’Everton

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L’Everton che si prepara in vista della trasferta del City of Manchester Stadium (sabato ore 16), deve affrontare due grane interne. La prima, cronica, legata agli infortuni; la seconda legata al suo manager che non vuol sapere di rinnovare il contratto con il Club di Goodison. Almeno per ora.

Iniziamo col problema più immediato: gli infortuni. Già privo di Mirallas, l’Everton dovrà fare quasi certamente a meno di Leighton Baines per la sfida di domani. Il left-back dei Blues, infatti, ha subito una botta al bicipite femorale durante il match contro l’Arsenal ed ha giocato gli ultimi 15 minuti in condizioni menomate, aggravando, forse, l’infortunio subito. Moyes deciderà all’ultimo se portarlo a Manchester o lasciarlo alla Finch Farm.

E ruota attorno a David Moyes il dibattito di queste ore in casa Everton. Al gaffer di Glasgow scade il contratto fra sette mesi esatti (30 giugno 2013) e il rinnovo sottopostogli dal board lo ha procrastinato al 2013. Con Bill Kenwright i rapporti sono fraterni. Moyesy ha sposato la politica dell’Everton, una politica basata sul contenimento dei costi, ma le continue sirene provenienti da ambienti più profittevoli sembrano poter minare questo matrimonio. Lui vorrebbe provare a vincere e vorrebbe fortemente farlo con l’Everton, ma se ciò non fosse possibile nell’immediato futuro nessuna ipotesi è da escludersi. Nel frattempo i tifosi si dividono tra chi sostiene Moyes (la maggioranza) riconoscendo il gran lavoro fatto in questi 10 anni in riva alla Mersey, e chi sostiene che lo Scozzese abbia fatto il suo tempo. Voi da che parte state?

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4 thoughts on “Baines e Moyes, due grane per l’Everton

  1. matte ha detto:

    ehhhh…bella domanda la tua Muttley74…tra l’altro argomento quel del rinnovo di Moyses davvero attuale, per una discussione che stiamo avendo sul blog del calcio francese della gazzetta, ma sul calcio inglese (fantastico!), discussione che ci fu poco tempo fa anche su inthebox.
    io penso che di allenatori come Moses in giro ce ne siano pochi purtroppo. d’altra parte fa più figo essere provocatore, maleducato e quant’altro che essere un signore come lo scozzese. magari non vinci nulla, nessuna coppa, nessun trofeo, ottime statistiche per gli annali, ma, dal mio punto di vista sia chiaro, conta di più aver educato allo sport, e anche nella vita, schiere di giocatori, che poi avranno anche modi di fare, educazione tale, sia calcistica che umana, che verranno trasmessi anche a generazioni successive. Mi spiego, il calciatore giovane che viene cresciuto con certi principi, poi è facile che riesca anche ad esprimere certi atteggiamenti positivi in famiglia, e cosi via…purtroppo cè la credenza che l’educazione spetti solo alla famiglia, invece l’educazione (in tutte le sue forme) è nelle mani anche degli educatori, in questo caso un allenatore di calcio, e delle persone pubbliche, percui anche altri allenatori…io preferirei che mio figlio fosse cresciuto da uno come Moses, che da uno come Mou per intenderci, (Mou ovviamente lo giudico per quello che fa vedere in pubblico, in privato in famiglia non lo so)…io prima di tutto apprezzo la politica di queste società, che nel mondo attuale dove se non vinci non sei nessuno, se ne sbattono e cercano di fare un calcio sostenibile, con giovani e provare a vedere dove si arriva (tanti criticano ad esempio AW, secondo me non è cosi bravo come Moses, ma anche lui punta sui giovani e un calcio tuttosommato sostenibile-Arsenal di sicuro con qualche soldo in più dell’Everton).calcio d’altri tempi, forse anacronistico, ma di sicuro più romantico, e lo sport deve essere romantico, non solo fatto di soldi e businness…se Moses accetterà di rimanere all’Everton vorrà dire che il cuore avrà vinto, ma se accettasse di salutare, non lo si potrà certo biasimare totalmente, l’importante è che non perda il suo modo d’essere…e rimanga sempre il grande educatore che è…

    • muttley74 ha detto:

      Moyes, si chiama Moyes (Moyesy per gli amici) 🙂

      Lo dico con sincerità: sono un Moyesiano. Personalmente lo reputo uno dei migliori manager nel panorama Britannico. Nell’Everton si occupa di tutto: dalle questioni sportive a quelle finanziarie. Se devo trovargli un difetto riguarda la parte tattica: talvolta fatica a leggere le partite di conseguenza tarda a operare i cambi, ed è un po’ quello che gli imputano i suoi detrattori. Ma quello del campo è davvero solo uno dei molteplici aspetti che Moyes ricopre all’interno del Club. Per questo auguro all’Everton di non perderlo.
      E’ una persona generalemnte educata, come lo sono Wenger e altri, ed essendo Scottish non è tendenzialmente portato alla manfrina a bordo campo o in conferenza stampa. Ma se c’è da lamentarsi con l’arbitro lo fa anche lui, fidati.

      Cheers

      • matte ha detto:

        so che si chiama Moyes, ma ho il correttore automatico, ora Off, che mi cambia i nomi o le parole a suo piacimento!:) mi scuso per l’errore…sul fatto che si lamenti non si discute, nel senso, che chiunque si lamenta, mi lamento anche io!! ma ci si può lamentare in diversi modi…modi garbati ma decisi, oppure plateali e maleducati…comunque il buon David è nella mia lista dei manager/head coach, favoriti…

  2. dea ha detto:

    Credo che chiunque passi dieci anni sulla panchina della propria amata squadra(tra l’altro con un budget minimo)non possa che essere idrolatato,ammirato e stimato moyes ha sempre preso di petto ogni problema(x dieci nni) si e’ fatto capo di tutto quello che riguarda l’area tecnica,tattica,mercato e delle giovanili facendo un ottimo lavoro x quasi tutte le situazione(salvo la tattica dove lo considero un po’ limititato)lui e’ stato l anima dell everton raschiando dal fondo del barile certe situazioni difficili con giocatori vergognosi, era lui a spingere x salvarsi era lui a trasmettere grinta e spirito a giocatori certo non fenomenali,lui ha vissuto in simbiosi con l’ everton x’ lui e’ come noi e’ uno di noi un vero brittanico che ama e adora le tradizioni che non ama chi bluffa chi si tuffa in area chi finge di non star bene chi non lotta chi non e’ un uomo vero.probabilmente un uomo di una volta ma sempre sempre sincero che da’ e pretende rispetto prima di tutto.
    Detto tutto questo a giugno se non ce’ la qualificazione in europa e’ giusto che se ne vada,se non sara’ ora sara’ tra tre anni x’ non si puo’ pretendere che un uomo cosi,umanamente straordinario non provi un esperienza in un club che puo’ permettere di raggiungere o x lo meno correre x il titolo.
    bisogna cominciare a pensare che david non sara’ x sempre con noi non potra’ sempre firmare triennali x non vincere mai nulla e veder vendere i migliori so che le novita nel calcio come nella vita spaventano fanno paura d’altronde del domani non ve’ certezza….
    io lo ringrazio x tutto quello che ha fatto convinto che lui ovunque andra’(anche se non credo sia da grande club x’ tatticamente spesso e’ incapibile e molto chiuso mentalmete a nuovi moduli) avra’ il cuore blue e tifera’ sempre x noi,e noi lo porteremo’ sempre nel nell animo x’ un manager come lui non si potra’ piu trovare non solo x le capacita’ manageriale ma anche e sopratutto x le qualita’ umane forse molto molto piu’ importanti.
    x il futuro butto li 2 noi che non mi dispiacciono certo anche x le possibilita’ economiche che abbiamo,roberto martinez e martin o’neill….livercul merda……da sempre e x sempre forza everton

    deatoffees

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