L’Everton celebra il suo Stadio

Quest’anno Goodison Park compie 120 anni di vita e per celebrare l’evento l’Everton organizza una mostra  nel nuovissimo Museum of Liverpool al Pier Head: Glory of Goodison.

Ripercorrere  la storia della ‘Grand Old Lady’ del calcio britannico è un po’ come ripercorrere la storia di Liverpool. Aperto nel 1892, Goodison Park fu il primo stadio al mondo ad avere una tribuna su due livelli. Nel 1909, infatti, l’architetto Archibald Leitch costrui la Mauretania Stand (l’attuale Main Stand) un gigantesca tribuna a due piani longitudinale al campo, il cui nome derivava dalla RMS Mauretania, la più grande nave da crociera Inglese registrata al Porto di Liverpool.

Nel 1938, 80,000 persone stiparono Goodison Park per dare il benvenuto a Re Giorgio VI, in visita alla città. Nel 1940 scoppia la Seconda guerra mondiale e Liverpool è vittima di numerosi raid aerei da parte della Luftwaffe; neanche Goodison Park viene risparmiato: lo stadio dei Toffees subisce pesanti danni ma, grazie al suo prestigio, l’Everton riuscirà ad ottenere un indennizzo (cosa che non accadde per altri stadi danneggiati) e rimetterlo in sesto. Proprio durante uno di questi bombardamenti nascerà uno dei più famosi Evertonians della storia: John Lennon. Il 18 settembre del 1948, in occasione di un derby del Merseyside, Goodison Park fa registrare la sua più alta affluenza di sempre per una partita di calcio: ben 78,299 spettatori paganti assistono al match contro il Liverpool.

Nel 1966 l’Inghilterra ospita l’ottava edizione dei Campionati del Mondo. A Liverpool e a Goodison Park spetta un posto di prim’ordine. La Casa dell’Everton ospita niente meno che il Brasile di Pelè per le tre partite del girone, un ottavo di finale e la semifinale tra Germania Ovest e Unione Sovietica. Il 1° marzo del 1980 un avvenimento tragico segna la storia di Goodison Park: mentre assiste a un derby un infarto stronca la vita di William “Dixie” Dean, il più grande giocatore Evertoniano di ogni epoca.

La città di Liverpool attraversa una profonda crisi occupazionale e nel 1981 la rabbia esplode nei “Toxteth Riots” durante i quali, per la prima volta in Inghilterra, la polizia userà gas lacrimogeni contro la popolazione civile. Anche Goodison Park si fa portavoce della protesta: numerosi striscioni vengono esposti a sostegno dei manifestanti. Nel 1990 la Grand Old Lady subisce l’ultimo restyling. Il Rapporto Taylor, stilato a seguito della strage di Hillsborough, prevede l’eliminazione di tutti i posti in piedi e delle tribune non a norma. La vecchia Park End viene abbattuta per far posto alla nuova e la capienza dell’impianto ridotta agli attuali 40,157 posti.

Il resto è storia dei nostri giorni. Storia di uno stadio che ha visto tre secoli e che lo rendono un autentico luogo di culto sportivo. 

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6 thoughts on “L’Everton celebra il suo Stadio

  1. matte ha detto:

    in effetti sempre affascinanti questi luoghi “vecchi” pieni di storia…qua a Stoccolma il Djurgarden una delle tante squadre della capitale si sposterà a breve nel nuovo stadio, abbandonando il vecchio stadio olimpico, troppo piccolo e pericoloso, peccato…cosi come peccato che l’Arsenal ha abbandonato il suo Highbury…certo con le ristrutturazioni si perde secondo me sempre un po’ di fascino, ma l’idea della roccaforte storica rimane…tanti auguri Grant Old Lady, 120 è un bel traguardo in questa società consumistica…l’Everton riesce a coniugare nuovo, rinnovandosi, ma tenendo anche le tradizioni…

    • muttley74 ha detto:

      Ciao Matteo, benvenuto. Highbury feci in tempo a vederlo la prima volta che andai a Londra nel 1997. Lo vidi solo da fuori, ma attraverso un cancello semichiuso riuscii a scrutare l’interno e ammirare la leggendaria Clock End. Un ricordo che rimarrà indelebile.
      Ciao! 😉

      • Matteo ha detto:

        Io sono stato in entrambi gli stadi, ma l’atmosfera di Highbury, con la costruzione tipica inglese a rettangolo, e i supporter a ridosso era impagabile…poi a me piacciono gli stadi non troppo grandi, dove i tifosi fanno sentire il proprio sudore…tipo appunto the Old grant lady…anche il teatro dei sogni è bello, ma troppo grande per i miei gusti…volevo farti una domanda, come ti è nata la passione per l’Everton? Mi domando questo, perché non capisco come si muove la mente in questo campo…per intenderci, capisco se uno tifa la squadra della sua città anche se perde sempre o vince niente, capisco che uno divenga tifoso di squadre come lo United che vincono praticamente sempre il campionato, almeno negli ultimi 20 anni 12 volte, del Real per i giocatori e le vittorie, del Barcellona…etc etc..ma ci sono squadre che nonostante la storia ricca in patria ma non così ricca in Europa e soprattutto a digiuno da anni( il Liverpool ad esempio è a digiuno in casa ma ha vinto comunque un paio di CL nel passato recente) riescono ad avere tifosi come i toffees o i gunners…giusto per dire…io personalmente simpatizzo l’Atalanta essendo di Bergamo…poi tifo il calcio, seguo i campionati, ma non sento mia una squadra

        • muttley74 ha detto:

          Vedi Matteo, penso che sia una questione endemica, radicata nel proprio modo d’essere. Io, ad esempio, non capisco come si muove la mente di uno che tifa una squadra solo perchè essa vince.

          Dopodichè l’amore è un sentimento e, come tale, è irrazionale. COYB! 😉

          • matte ha detto:

            infatti concordo con te, uno dovrebbe tifare a prescindere dai successi, però è anche un dato di fatto che uno inizia a tifare per qualche motivo, ad esempio le vittorie (chi di solito tifa milan è legato al periodo d’oro del Milan, cosi come per qualsiasi altra squadra…)(o da piccolo impazzivo per lo United unicamente per le Roi Cantona), mi domandavo come mai, cosa è stata la molla che ti ha fatto tifare Everton, una scelta fuori dal comune, quantomeno in Italia (dove si tifano sempre le solite, United, Liverpool, Arsenal, Chelsea, (da quando cè Abramovich), Real, Barca….)…bello davvero questo blog, sono andato a vedermi anche un po di post vecchi, ben scritti e interessanti…

  2. Anonimo ha detto:

    il cuore di qst straordinari ragazzi.. se ami il calcio nn puoi nn amare l’everton….

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