Jelavic ci illude, gli errori ci puniscono, il Liverpool ci batte

Il sogno dell’Everton svanisce a tre minuti dalla fine, quando un colpo di testa di Carroll manda in finale il Liverpool e consegna ai Blues l’ennesima beffa della loro storia recente. Un match equilibrato, non spettacolare come non può esserlo un derby, ma proprio per questo vibrante. 

Da brividi il minuto di glaciale silenzio in memoria delle vittime di Hillsboroug, toccante la presenza in tribuna della vedova di Gary Ablett, indimenticabile giocatore capace nell’impresa di vincere la FA Cup con entrambe le squadre del Merseyside. Moyes parte con lo stesso undici (Pienaar a parte) che ha surclassato il Sunderland nell’ultimo turno di campionato e ciò significa cattive notizie per il Liverpool. Ciò significa Nikica Jelavic. Ed è proprio il bomber croato a sbloccare il risultao dopo 24 minuti di gioco sfruttando un pasticcio della retroguardia avversaria e battendo di giustezza Jones. La metà blu dello stadio esplode facendo ascendere al soleggiato cielo londinese i propri canti. Il vantaggio, però, non regala quel vigore psicologico che tutti si aspettano. I ragazzi di Moyes si chiudono un po’ troppo, rinunciando ben presto a fare la partita e lasciando isolato Jelavic là davanti. E sarà questo, al di là degli svarioni individuali, l’errore fatale dell’Everton. Infatti con un Liverpool in bambola per tutto il primo tempo, i Toffees avrebbero potuto assestare il colpo del k.o. Così non è stato e come si sà, gli episodi cambiano i match. E l’episodio arriva al 17′ della ripresa quando Distin, nei pressi della linea centrale del campo, decide di effettuare un lungo retropassaggio al portiere, ma il tocco risulta essere solo un perfetto assist per Suarez che s’invola libero come un uccellino verso la porta di Howard per poi infilarlo in uscita. Un errore sesquipedale che stravolgerà il corso dell’incontro. Il gol del pareggio ringalluzzisce la metà rossa dell’impianto londinese che sospinge i propri beniamini verso la vittoria, o meglio, verso il secondo episodio che darà la vittoria. Siamo all’87’ quando Gerrard, avviato verso la linea di fondo, viene inspiegabilmente sgambettato da Coleman guadagnandosi così una punizione simile a un corner corto. Sullo spiovente di Bellamy è Carroll, fino a quel momento deleterio per i suoi colori, a trovare l’inzuccata giusta. Il match, di fatto, si chiude in questo istante. Un esito crudele che spiega in modo inequivocabile come il football sia una metafora della vita, dove gli errori si pagano spesso a caro prezzo. Crudele ma giusto così. Per l’Everton e per quell’esercito di innamorati che l’hanno seguito fino a Wembley il ritorno nel Merseyside è mesto. La delusione da digerire come un piatto di mattoni a colazione. Nessun manager è stato tanto amato come Moyes pur non vincendo assoltuamente nulla per una decade. E forse è proprio questo il male oscuro che avvolge il Club di Goodison Park. Quella che fino al 1970 era la società più gloriosa d’Inghilterra negli ultimi decenni si è accontentata di ben figurare, o di non sfigurare, contraddicendo il suo stesso motto d’origine: Nil Satis Nisi Optimum: nulla ci soddisfa se non l’ottimo.

Nessuna notte è così lunga da non permettere al sole di risorgere. Coraggio vecchio Everton.

La delusione sui volti dei tifosi dell'Everton a fine partita. Un'immagine vista troppe volte negli ultimi anni

FA Cup, semifinale – Wembley Stadium, Londra, 14 aprile 2012

Liverpool FC – EVERTON : 2 – 1

MARCATORI: JELAVIC 24′; Suarez 62′; Carroll 87′.

SPETTATORI: 87,231

Video: i gol di Liverpool-Everton

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15 thoughts on “Jelavic ci illude, gli errori ci puniscono, il Liverpool ci batte

  1. Anonimo ha detto:

    L’Everton non mi è tanto piaciuto,a mio avviso quando giocano Drenthe e Pienaar è un’altra musica,più offensivo e brillante,comunque purtroppo ormai è andata.Spero che Distin non rimanga ancora a lungo nei Toffees,senza il suo grave errore’da vero dilettante’, molto probabilmente sarebbe andata diversamente.Sono molto incacchiato,non dico più niente!’Mariano71′

    • muttley74 ha detto:

      Certo, concordo con te Moris. Per quanto riguarda la gara di ieri Pienaar non era eleggibile, mentre Drenthe è un caso che Moyes, purtroppo, non ha saputo risolvere. Certo, avere avuto quei due giocatori avrebbe significato vedere un altro Everton, ma nonostante ciò è stata l’idea di rinunciare a giocare dopo il gol del vantaggio che mi ha lasciato perplesso. Il Liverpool era in bambola, si poteva osare.
      Poi non parliamo degli svarioni individuali. Mah, che amarezza…

    • Anonimo ha detto:

      Bè Distin è in scadenza di contratto, quindi è abbastanza probabile che il tuo desiderio verrà presto esaudito.
      Per il resto, tralasciando un attimo i commenti sulla semifinale di Wembley, il futuro di numerosi elementi della squadra appare piuttosto indecifrabile.
      Cahill e Neville, dopo i disastri di ieri, sembrano definitivamente avviati sul viale del tramonto.
      Drenthe, uno dei pochi con un po’ di verve, è stato fatto fuori da Moyes ancor prima del finire della stagione (per chissà quali crimini..). Inevitabile pensare che non lo rivedremo mai più.
      Pienaar, uno dei pilastri della squadra, con tutta probabilità, se ne tornerà agli Spurs a fine prestito senza essere riscattato (il motivo lo sapete benissimo..), lasciando un vuoto sull’esterno di centrocampo che, nè l’inadeguato Gueye, e ancora meno, il ridicolo Coleman potrebbero essere in grado di colmare.
      Guardando invece il lato positivo, almeno ora abbiamo un centravanti (forse anche troppo forte per una squadra come la nostra), che ci sta regalando un minimo di qualità e di speranza. Sempre che, una volta concluso Euro 2012, “Uncle Bill” non decida di sacrificarlo sull’altare del bilancio come fece con un certo Wayne nell’estate 2004.

      Capitolo Wembley.

      La differenza tra le due squadre, più che negli errori individuali, si è evidenziata nella mentalità e nella ferocia con cui il Liverpool ha affrontato il secondo tempo. Noi, come nella finale del 2009, siamo rimasti bloccati dopo il gol del vantaggio, arretrando e concedendo metri e spazio ai nostri avversari.
      La difesa, non riuscendo a contenere Suarez si è sfaldata. E il centrocampo, con Gibson e Osman in chiara difficoltà, non contrastava nè costruiva gioco per il povero Jela abbandonato in mezzo ai loro quattro difensori, mentre Cahill contribuiva alla causa collezionando margherite sul prato di Wembley.
      L’entrata in scena, del sempre determinante, Bellamy ha fatto poi il resto nei minuti conclusivi.
      In sintesi, il solito Everton in versione derby di coppa.
      Contro di loro è sempre così.
      A tal proposito, copio una frase presa da un forum.
      “Today was shit. But it was shit in 1971, 77, 84, 86, 89 (sconfitte nei derby, in semi o in finale) and every time since then. You get used to it after a while. It’s what Everton do best”.
      keioc

      • marco ha detto:

        Purtroppo Distin ha fatto l’errore che ha cambiato il match , ma fino a un secondo prima la sua stagione era stata molto buona.
        Il problema e’ che il Liverpool lo subiamo psicologicamente ,appena accelera andiamo in pezzi mentalmente buttando via la palla e basta smettendo di giocare.
        Capitolo individuale: troppi mezzi giocatori + dei giocatori quasi finiti cioe’ Cahill e neville.
        Osman nelle partite importanti si squaglia, Coleman e’ un pessimo terzino destro e non di piu’, Drenthe e’ un deficiente che ha avuto problemi in tutte le squadre ( l’hanno scorso addirittura nella seconda serie spagnola) anche se tecnicamente sarebbe utilissimo.
        In panca abbiamo Anichebe, Stracqualursi, ma dove vogliamo andare!!!
        Forse anzi senza forse comincerei a far giocare Barkley perche’ se e’ buono deve giocare.
        Tenere Pienaar, Heitinga sarebbe una buona base di partenza.
        Forza finiamo bene l’annata anche se la botta e’ stata pazzesca.
        Ciao Marco

  2. muttley74 ha detto:

    Concordo sia con Keioc che con Marco. Coleman sta subendo un’involuzione preoccupante. Sarà perchè negli ultimi periodi ha avuto spesso problemi fisici, ma non riesce più ad esprimersi su quei discreti livelli che gli hanno permesso di tornare all’Everton dopo la brillante parentesi col Blackpool.
    Drenthe è una testa di cazzo, è vero. Però è l’unico giocatore che nell’Everton può cambiare volto a un match. Forse poteva essere gestito meglio.
    Cahill e Neville hanno dato tanto alla causa (specie l’Aussie) però ora sono due ex giocatori.

  3. Anonimo ha detto:

    Sicuramente Keioc e Marco hanno fatto un’ottima analisi.Forse l’errore più grosso dell’Everton è di non aver cercato di chiudere la partita dopo il vantaggio,è mancata la grinta e carattere,qualità che il Liverpool ha nel proprio DNA da anni.Concordo sul fatto che stiamo giocando con dei giocatori che sono alla frutta,vedi Cahill,Neville e Coleman,inguardabili in semifinale’e non solo’.Unica nota positiva è che finalmente abbiamo Jelavic, una punta che può fare tanti gol e ripartire da giocatori come Howard,Baines,Pienaar,Fellaini,Barkley.Sappiamo tutti che carattere abbia Drenthe,ma in una partita cosi importante dovava giocare a tutti i costi,perchè quando c’è lui in campo,i Toffees giocano molto più rivolti all’attacco,questo atteggiamento è proprio quello che c’è mancato,’a volte Moyes non lo capisco’.Su Distin non dirò mai più niente,spero solo che possa andare via anche prima della scadenza del contratto,mi da fastidio vederlo.COYB!!!’Mariano71′.

  4. Luigi Perfetto ha detto:

    Il problema dei toffees e’ che subiscono i reds psicologicamente,erano praticamente morti ma siamo riusciti nell’impresa assurda di resuscitarli.Sarebbe bastato spingere un po’ e li avremmo distrutti ma vi rendete conto che Baines non ha praticamente mai crossato?Peccato perche’ secondo me questa coppa si poteva vincere tranquillamente ma c’e’ bisogno di cambiare un po’ mentalita’.Piu’ offensivismo.

    • marco ha detto:

      Baines non ha mai crossato perche’ Steve Clarke che il vero allenatore del Liverpool ha messo Henderson (20 miloni di sterline ) a uomo su di lui e si e’ solo preoccupato di non dargli gli uno/due che lo potevano portare sul fondo.
      E noi senza Baines incisivo siamo molto poco pericolosi, in piu’ se Pienaar e’ cup-tie: a sinistra siamo stati nulli, a destra poi…….
      Capitolo Moyes, ha detto che fine stagione si siedera’ con Kenwright per vedere se proseguire, e se si cambiasse chi vedreste?
      Vorrei vostri nomi ma non ditemi per favore Colin Harvey come qualche nostalgico ha scritto su siti inglesi.
      Ciao Marco

      • Anonimo ha detto:

        Paul Lambert o Gus Poyet, bravissimo manager del BHA. Allenatori giovani, di personalità, e con mentalità d’attacco.
        Più probabile invece, conoscendo l’incompetenza di Bullshit Bill, una promozione dalla squadra riserve di Stubbs con “l’aiuto”, come braccio destro, di quella sciagura chiamata Phil Neville. Oppure, ancora meglio, il ritorno numero 4 di Howard Kendall. Per la serie “un semi alcolizzato”..come allenatore.
        keioc

  5. Manuel 71 ha detto:

    La finale è stata amarissima (come l’aranciata della festa delle medie di Elio) ma andare a cercare nelle cause che si ripetono sempre è esercizio sterile. Perchè sono errori che si ripetono da tutta la stagione e che non inganni la posizione di classifica.
    Cahill ha 33 anni, il meglio l’ha dato e quest’anno non si è praticamente mai visto. A venderlo a club di fascia più bassa magari si recupera ancora qualche sterlina.
    Distin non è mai stato un bel piede e cmq non è mai valso sicuramente il rimpianto (almeno per me) Lescott.
    Neville ok, è il capitano ma ha i suoi bei limiti anche se con l’esperienza in parte tappa un buon numero di falle.
    Drenthe dovrebbe giocare di più, siamo tutti concordi, ancor di più se c’è di mezzo la finale, ma non sappiamo i reali motivi dell’esclusione. Purtroppo, come tutti i cavalli di razza, il problema è domarlo e renderlo proficuo per la squadra.
    Credo perciò che la situazione sia tale per un budget limitato che limita la qualità dei giocatori disponibili. Pienaar, Baines, Coleman (si riprenderà) Jelavic e Howard possono costituire l’ossatura del futuro ma senza grana a completare per bene la rosa non vai da nessuna parte.
    E anche Moyes ha la sua bella dose di responsabilità. Ok la rosa, ok il coprirsi sempre come concezione, ma se non batti il Liverpool (QUESTO Liverpool) da anni, forse il problema sei tu più di tutti gli altri. O no?
    Scusate infine la domanda, purtroppo il mio limite è seguire i blues sporadicamente, ma Jagielka che fine ha fatto?

    Manuel 71

    • muttley74 ha detto:

      Ciao Manuel, Jagielka è abile e arruolato. Ma gli è stato preferito Heitinga (perchè per Moyes Distin è intoccabile. O almeno così è stato fino a sabato…).

  6. dea ha detto:

    non ho potuto vedere la partita x un problema personale gravissimo,venivo aggiornato via sms da qualche amico ma rimane un immensa immane enorme delusione,ad oggi non riesco ancora a dire nulla di piu’ di questo devo veramente riprendermi.saluto con affetto mutt,mariano,bura,keioc……..livercul merdaaaaaaaaaaa,da sempre e x sempre forza everton

    deatoffees

  7. dea ha detto:

    mutt nessun problema a dirlo anche qui venerdi sera hanno ricoverato all ospedale mia figlia x’ vomitava di continuo e si era totalmete disidratata nel giro di 4 ore,il suo corpo non era piu in grado di tenere liquidi e solidi.dopo una decina di flebo solo oggi si e’ ripresa e comincia pian pian a mangiare cose solide,lo spavento e’ stato enorme.non sapevo se la riportavo a casa viva.ora ha davanti almeno un mese di riabilitazione alimentare.grazie mutt x l’interessamento e scusa se ho rubato spazio x un commento non attinente all evento.

    deatoffees

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